Viaggi immaginari verso altri mondi

Paolo Ferrazzini, Sergej Roic’, Claudio Visentin e Stefano Vassere

Da Asimov a Maistre, a Jules Verne ed Emilio Salgari, senza dimenticare la cinematografia, tra i citati durante il secondo incontro del ciclo dedicato alla «Letteratura in movimento», che ha avuto per ospiti Paolo Ferrazzini e Sergej Roic’ alla biblioteca di Lugano, lunedì 8 agosto.

«Non vado matto per i viaggi immaginari», così ha esordito il professore storico e giornalista Claudio Visentin, che ha introdotto il tema del secondo incontro dedicato al ciclo Letteratura in movimento, sul tema del viaggio fantastico: «o meglio c’è un genere di viaggi immaginari che proprio non mi piace, che sono i viaggi all’interno delle stanza, della mente, figli del Viaggio intorno alla mia camera di Xavier de Maistre, che è un po’ il principe di tutti i viaggi immaginari. Non vado matto per questo tipo di viaggio immaginario perché diventa un gioco intellettuale, o forse perché dopo il Covid, 420 giorni dentro una stanza, anche basta. Diverso invece è l’idea del viaggio immaginario vero e proprio, cioè il viaggio che allarga gli orizzonti con la fantasia, e conserva dunque questa apertura d’orizzonte che è propria dei viaggi, i quali sono un uscire, un’apertura verso il mondo».

Ed è proprio questa apertura verso altri mondi a caratterizzare le opere dei due romanzieri della Svizzera italiana ospiti dell’incontro moderato da Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali che ha apprezzato «la mescolanza della prospettiva fantastica con quella storica» trovata nei libri di Paolo Ferrazzini, e la «complessità» in quelli di Sergej Roic’.

Paolo Ferrazzini, Sergej Roic’, Claudio Visentin e Stefano Vassere

Sul viaggio fantastico si è discusso lunedì scorso, 8 agosto, durante la seconda delle quattro serate organizzate nell’ambito dell’iniziativa letteraria «Chilometro zero» dalle Biblioteche cantonali sul tema del viaggio (grazie all’ideazione di Manuela Mazzi e Sabrina Caregnato). L’evento si è tenuto sul piazzale della biblioteca cantonale di Lugano.

Interessante l’introduzione di Visentin che ha fatto un excursus nella genealogia della letteratura fantastica (dall’avventura alla fantascienza), citando tra gli altri Le meraviglie del duemila di Salgari, scritto nel 1907, quale opera capostipite della fantascienza italiana, il quale un po’ ha che fare con il romanzo di Paolo Ferrazzini, L’onda del passato, dato che in entrambi i casi i protagonisti viaggiano nel tempo, i primi risvegliandosi nel futuro, nei nostri anni, e i secondi tornando nel passato, settecento anni indietro: «In questo romanzo c’è il principio dell’aldilà, che in un certo modo mi sono ritrovato lì: secondo me l’aldilà esiste nel passato, grazie alla luce, attraverso la quale potrebbe essere possibile tornare», con queste parole parla del proprio viaggio immaginario l’autore, Paolo Ferrazzini, che non perde tuttavia l’occasione per ricordare che non è comunque un libro spirituale, ma semmai ironico, dato che a lui piace più che altro far sorridere il lettore.

È invece il romanzo del 1961, Solaris, dello scrittore polacco Stanisław Lem, ad aver dato i natali a Solaris – parte seconda di Roic’: «Ci sono scrittori che cercano un immaginario utile per poter esprimersi, prima di iniziare a scrivere – ha spiegato l’autore – altri invece che sono quasi cercati da un immaginario, e io mi annovero fra questi. Ad attirarmi era sempre stata la fantascienza, anche cinematografica, come Total Recall visto e rivisto molte volte durante un unico viaggio, dalla Spagna alla Croazia; per non parlare del remake de La mosca di J.D. Dillard, ma fu solo dopo aver letto il romanzo di Stanisław Lem che ci ho provato sul serio: giunto alla fine di quel romanzo, mi ero accorto infatti che non finisce e che vi era un immaginario secondo me pronto per una seconda parte, la quale non è una continuazione ma una specie di riscrittura, un po’ a lato, con personaggi che potrebbero avere che fare con quelli originali ma non necessariamente, dove però e naturalmente il pianeta rimane Solaris, ipermisterioso e perfetto per ambientarci una storia altra.»

Di storie, dunque, si è parlato, ma sempre con un particolare narrativo che le rende ogni volta ancora più interessanti, come ha fatto notare Stefano Vassere: «Ho l’impressione che spesso questi romanzi, o film tratti da questi romanzi, diventino interessanti quando non tutto funziona come dovrebbe funzionare, basti pensare ai tanti Jurassic Park, oppure al Mondo dei robot (Westworld) di Michael Crichton: qui si è proiettati in una specie di parco dei divertimenti sul tema del vecchio West dove a un certo punto le comparse iniziano a uccidere i turisti».  E anche nei romanzi degli ospiti, non tutto quadra sempre con l’aspettativa dei protagonisti…

Il prossimo appuntamento è per:

Mercoledì 17 agosto 2022

alla Biblioteca cantonale di LOCARNO, dalle 18:15, con aperitivo in chiusura nel parco dell’Istituto

Viaggio ed ecologia

L’impatto degli esseri umani sul pianeta ha assunto proporzioni tali da essere equiparabile ai grandi sconvolgimenti delle precedenti ere geologiche. Basti pensare alla crisi climatica e alle catastrofi che ne derivano (siccità, incendi, inondazioni, desertificazione…). Anche il viaggio e il suo narrare possono e devono diventare impulsi per un radicale cambiamento di rotta.

Gli ospiti autori saranno: Sabrina Caregnato e Andrea Bertagni.

Con questo terzo appuntamento, il ciclo «Lettura in movimento» fa il giro di boa. A pochi giorni dalla fine del Festival del film, sarà una bella occasione per tornare a incontrarci a Locarno, su un tema così d’attualità da sentircelo sulla pelle ormai da mesi…

Come per i due precedenti incontri, a introdurre la serata che sarà moderata da Stefano Vassere, sarà Claudio Visentin.

Qui il programma completo:

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