-9 giorni, ma già in preordinazione

Ci ho investito una gran dose di spietata sfacciataggine. Non è una sviolinata dei corsi che ho frequentato, anzi, mi auguro di essere riuscita a inserire anche critiche costruttive. (Ma.Ma.)

Il 22 settembre 2022 esce il pamphlet Tutti Autori! Come difendersi dai corsi di scrittura creativa, per la collana ‘Scripta’ di Prospero editore, Milano: 80 esperienze schiette per risolvere una volta per tutte l’annoso caso della plausibilità di insegnare la scrittura creativa.

Non è difficile comprendere la ragione per cui ne parlo anche sul sito riservato all’attività della Photo Ma.Ma. Edition, dato che attraverso questo “marchio” ho avuto modo di organizzare una decina di corsi di scrittura cosiddetta creativa. È infatti da queste esperienze, ma non solo (ho frequentato anche altri corsi di lunga, media e breve durata organizzati da altri) che nasce il libretto in via di pubblicazione.

Esperienze riportate – talvolta con un po’ di ironia – in altrettante schede brevi, di al massimo due paginette; circostanze, eventi, apprendimenti che mi sono formata, sì, in questi ultimi sette anni di corsi e laboratori, ma che attingono anche ad altre pratiche formative del mio primo passato.

Inevitabilmente quanto ho cercato di sintetizzare in queste pagine è filtrato dal mio sentire, e dunque più che suscettibile di vizi di forma e di percezione. Sarò più che felice di raccogliere eventuali feedback di vostre letture, qualora vi interessasse leggerlo; sia mai che si possa un giorno ampliarlo o «aggiustarlo»…

A tal proposito, il libretto è pure già in preordinazione:
https://www.prosperoeditore.com/libri/tutti-scrittori_manuela_mazzi

Tornerò a parlarne fra dieci giorni.

«Un prodotto del mio agire»

«Lo stile non precede la scrittura, ma si forma in essa»

Articolo di Giulio Mozzi

Lo stile non viene prima della scrittura, ma dentro la scrittura

Quando scrissi il mio primo racconto, il 16 e 17 febbraio del 1991 — è passato un bel po’ di tempo —, non avevo nessuna idea di stile. Sapevo scrivere, sì, e sapevo anche in una certa misura controllare la mia scrittura: sette anni passati a lavorare in un ufficio stampa, di cui quasi quattro sotto la direzione di Guido Lorenzon — che stimavo, e tutt’ora stimo, moltissimo — non erano passati invano. Ma scrivere in un ufficio stampa, rispetto allo scrivere narrativa, è una cosa diversa; non aliena, ma diversa. Ero in un periodo in cui scrivevo molto: soprattutto mi scambiavo lettere con Laura Pugno, che avevo conosciuta il 30 aprile del 1988: era di dieci anni più giovane di me, ma aveva una consapevolezza di ciò che voleva alla quale io non sono mai arrivato, e una relazione col linguaggio già intensissima e per me, ora come allora, misteriosa. Avevo, negli anni, scritto molto: negli anni della scuola superiore riempivo quaderni e quaderni — non ricordo cosa scrivessi: sicuramente non storie, a quel che ricordo (perché sì, io sono quello che distrugge il proprio passato: quei quaderni non li ho più da molti anni) cercavo di imitare i libri che leggevo. La mia memoria è tutta un buco, e l’unica immagine che ho è questa: io che scrivo, con la mia grafia allora minutissima, su un’agenda telefonica dalla copertina gommata azzurra, cercando di riprodurre Proust. Avevo letto Du côté de chez Swann, in francese, restandone affascinato e non capendone in sostanza niente; ma cercavo di riprodurre quell’andatura delle frasi, quella scrittura eternamente sospesa, quell’andar dietro a sensazioni e particolari instancabilmente. Se mi fosse stato domandato perché facevo quel che facevo, non avrei saputo cosa rispondere.

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Questione di stile

Articolo di Giulio Mozzi

Le persone che muovono i primi passi nella scrittura si dividono in due grandi partiti: quelle che pensano che per fare buona letteratura sia necessario usare parole scelte, tenere un tono alto, distinguersi e allontanarsi dalla lingua comunemente parlata; e quelle che considerano astrusa e, in sostanza, ostile al lettore ogni scrittura che richieda un minimo di impegno e di applicazione (e, di tanto in tanto, il ricorso al vocabolario).

Ovviamente, entrambi questi pregiudizi sono ingenui e sbagliati. Ci sono scrittrici e scrittori che scrivono facile e scrittrici e scrittori che scrivono difficile, su questo (almeno in apparenza) non ci piove. Ma non sta scritto da nessuna parte che per fare vera letteratura sia necessario scrivere difficile, né sta scritto da nessuna parte che una scrittura semplice non possa dar luogo a vera letteratura.

Prendiamo un esempio da uno scrittore normalmente considerato «difficile», Carlo Emilio Gadda. Ecco le prime righe da «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana»:

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Torna «La cura dello stile»

Torna con un giorno di lezioni in più, La cura di uno stile, laboratorio di scrittura narrativa molto apprezzato dai corsisti nella sua prima edizione. Organizzato da Photo Ma.Ma. Edition di Minusio in collaborazione con la Bottega di narrazione di Milano (e con il sostegno dell’Associazione degli scrittori svizzeri di lingua italiana), il nuovo corso si svolgerà nell’arco di 5 finesettimana per un totale di circa 60 ore di lezioni. Durante i dieci giorni di corso si avrà modo di approfondire il tema dello stile nella scrittura letteraria, e di mettersi alla prova con parecchie esercitazioni.

In sintesi
Durata: dal 11 settembre al 5 dicembre 2021
Frequenza: 5 fine di settimana
Ore complessive: 60
Modalità: a distanza, su piattaforma Zoom
DocenteGiulio Mozzi, affiancato da Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti: 10/15
Quota d’iscrizione (senza sconti): 610.- franchi / 555 euro complessivi (sono previsti sconti)
Accesso: libero, senza selezione

Programma, termini e sconti si trovano nella pagina dedicata,
oppure scaricando il seguente

VOLANTINO

Giulio Mozzi su Rsi Rete Uno

Mi dicono che venerdì 5 marzo, la Rsi proporrà un’intervista a Giulio Mozzi, che parlerà del suo romanzo “Le ripetizioni” e accennerà anche al corso di aprile, La cura di chi narra, le persone del romanzo per il quale si è liberato un posto.

L’intervista andrà in onda tra le 13.30 e le 14 su Rete Uno, a cura di Elisabetta Jankovic, e potrà essere seguita in streaming.

Si ringraziano Elisabetta Jankovic, Rsi, e Daniele Oldani.

Al completo di iscrizioni

Ha registrato il pieno delle iscrizioni, il corso Scrivere con le pause condotto dallo scrittore e drammaturgo Vitaliano Trevisan. Il laboratorio di scrittura drammaturgica ha avuto luogo lo scorso finesettimana, 12-13 settembre 2020, a Muralto.

Tra i partecipanti, non solo addetti al mestiere come attori e registi, o scrittori di testi teatrali, ma anche autori di narrativa, e giornalisti, giovani e meno giovani, perlopiù ticinesi, oltre a qualche presenza d’Oltreconfine. Un’occasione per imparare, ma anche per condividere esperienze e conoscersi un po’.

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La cura dello stile… OnLine

Il corso di scrittura letteraria con Giulio Mozzi, «La cura dello stile» (variante 2.0 del Corso base de «La cura di un racconto»), oltre a cambiare i contenuti rispetto ai precedenti laboratori, quest’anno si svolgerà eccezionalmente OnLine e non dal vivo. Ma non sono le uniche novità…

(Cliccando qui si scarica il  IL PROGRAMMA INTEGRALE)

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Torna Giulio Mozzi a Locarno per “La cura… dello stile”

Giulio Mozzi (Copy: Ma.Ma.)

Siamo fiduciosi: se a fine giugno riusciremo a fare il weekend con Trevisan (di scrittura drammaturgica) e per ora possiamo ben sperare, quest’autunno si potrà certamente tornare a incontrarci dal vivo, e l’occasione potrebbe essere un altro bel corso di scrittura narrativa. Ma per riuscirci occorre iniziare già a pianificarlo: apriamo dunque ufficialmente le iscrizioni per la nuova edizione de “La cura di un racconto” con Giulio Mozzi. Nuova in tutti i sensi. Si trasforma infatti in “La cura dello stile” e partirà alla fine di settembre (26-27).
So che non è facile pensare alla “vita attiva” di questi giorni, ma proprio per questo motivo ci proviamo: pensare alle cose belle a volte può farle capitare, ma in ogni caso fa stare bene. No?

Scarica il volantino: QUI