Didascalie o dialoghi

(pixabay.com)

Un visibile narrare…

Ci sono le immagini, e poi ci sono le didascalie. Una volta ho scritto una sceneggiatura, per un film. Fondamentale era aver presente che il linguaggio del cinema è anzitutto fotografico, parlano le immagini. Se c’è qualcosa di profondamente inutile è una didascalia che descriva il contenuto dell’immagine.

«Bambina che corre in un campo», di fianco alla foto della bimba che corre, è spazio sprecato, tempo perso. Così, traducendo da forma a forma, ho dato per scontato che i dialoghi, in un film, sono le didascalie di una serie di immagini, comprendendo che tutto devono fare, tranne che descrivere ciò che lo spettatore già vede o intuisce da sé.

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Se le narrazioni fossero edifici, le scene ne sarebbero i mattoni

Dal 9 aprile 2022. Se le narrazioni fossero edifici, le scene ne sarebbero i mattoni.

«Una qualsiasi narrazione (che sia un romanzo o un racconto) è costituita da una sequenza di scene connesse tra loro da legami di causa e di effetto. Le scene, insomma, sono i mattoni di quell’edificio che è la narrazione. Imparare a costruire bene una scena, e in particolare a costruire bene il dialogo – che è la più importante forma di interazione tra i personaggi – è quindi importante per costruire bene, alla fine, tutta la narrazione». (Giulio Mozzi)

Il corso «Scena / Dialogo / Personaggio», condotto da Giulio Mozzi con l’assistenza di Manuela Mazzi, consiste di cinque fine di settimana di lavoro (su piattaforma Zoom), per un totale di sessanta ore. Si ragionerà sull’identificazione degli scopi di una scena, sulla dinamica dei dialoghi, sul movimento dei personaggi, sull’importanza degli spazi e degli oggetti in scena, sui tempi e i ritmi dell’azione – e anche, conseguentemente, sul modo e la maniera di presentare, al loro apparire in scena, i personaggi.

Le iscrizioni sono aperte e ci sono ancora alcuni posti liberi.

Per maggior informazioni: La cura di una scena.