Ispirazione, ambizione o formazione?

«Tutti scrittori! Come difendersi dai corsi di scrittura creativa»
da oggi in libreria

80 esperienze sfacciatamente schiette
per risolvere una volta per tutte
l’annoso caso della plausibilità
di insegnare la scrittura creativa

Il primo a parlarne è stato Giulio Mozzi, che tanto ringrazio e al quale lascio la parola.
(lo screenshot è preso dal suo profilo facebook)

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Didascalie o dialoghi

(pixabay.com)

Un visibile narrare…

Ci sono le immagini, e poi ci sono le didascalie. Una volta ho scritto una sceneggiatura, per un film. Fondamentale era aver presente che il linguaggio del cinema è anzitutto fotografico, parlano le immagini. Se c’è qualcosa di profondamente inutile è una didascalia che descriva il contenuto dell’immagine.

«Bambina che corre in un campo», di fianco alla foto della bimba che corre, è spazio sprecato, tempo perso. Così, traducendo da forma a forma, ho dato per scontato che i dialoghi, in un film, sono le didascalie di una serie di immagini, comprendendo che tutto devono fare, tranne che descrivere ciò che lo spettatore già vede o intuisce da sé.

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Se le narrazioni fossero edifici, le scene ne sarebbero i mattoni

Dal 9 aprile 2022. Se le narrazioni fossero edifici, le scene ne sarebbero i mattoni.

«Una qualsiasi narrazione (che sia un romanzo o un racconto) è costituita da una sequenza di scene connesse tra loro da legami di causa e di effetto. Le scene, insomma, sono i mattoni di quell’edificio che è la narrazione. Imparare a costruire bene una scena, e in particolare a costruire bene il dialogo – che è la più importante forma di interazione tra i personaggi – è quindi importante per costruire bene, alla fine, tutta la narrazione». (Giulio Mozzi)

Il corso «Scena / Dialogo / Personaggio», condotto da Giulio Mozzi con l’assistenza di Manuela Mazzi, consiste di cinque fine di settimana di lavoro (su piattaforma Zoom), per un totale di sessanta ore. Si ragionerà sull’identificazione degli scopi di una scena, sulla dinamica dei dialoghi, sul movimento dei personaggi, sull’importanza degli spazi e degli oggetti in scena, sui tempi e i ritmi dell’azione – e anche, conseguentemente, sul modo e la maniera di presentare, al loro apparire in scena, i personaggi.

Le iscrizioni sono aperte e ci sono ancora alcuni posti liberi.

Per maggior informazioni: La cura di una scena.

L’alba è «di tutti»

«Un visibile narrare» – 01

«…la fotografia reinventa la realtà
attraverso punti di vista, digressioni,
sfumature, metafore, come fa la scrittura,
non solo e non necessariamente romanzesca.»

È uscito oggi su Azione il primo articolo che ho scritto sul tema Un visibile narrare. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo!


Nel frattempo sono state aperte le iscrizioni per il corso di scrittura primaverile che sarà condotto da Giulio Mozzi e si concentrerà sulla scena e in particolare sul dialogo.

«Un prodotto del mio agire»

«Lo stile non precede la scrittura, ma si forma in essa»

Articolo di Giulio Mozzi

Lo stile non viene prima della scrittura, ma dentro la scrittura

Quando scrissi il mio primo racconto, il 16 e 17 febbraio del 1991 — è passato un bel po’ di tempo —, non avevo nessuna idea di stile. Sapevo scrivere, sì, e sapevo anche in una certa misura controllare la mia scrittura: sette anni passati a lavorare in un ufficio stampa, di cui quasi quattro sotto la direzione di Guido Lorenzon — che stimavo, e tutt’ora stimo, moltissimo — non erano passati invano. Ma scrivere in un ufficio stampa, rispetto allo scrivere narrativa, è una cosa diversa; non aliena, ma diversa. Ero in un periodo in cui scrivevo molto: soprattutto mi scambiavo lettere con Laura Pugno, che avevo conosciuta il 30 aprile del 1988: era di dieci anni più giovane di me, ma aveva una consapevolezza di ciò che voleva alla quale io non sono mai arrivato, e una relazione col linguaggio già intensissima e per me, ora come allora, misteriosa. Avevo, negli anni, scritto molto: negli anni della scuola superiore riempivo quaderni e quaderni — non ricordo cosa scrivessi: sicuramente non storie, a quel che ricordo (perché sì, io sono quello che distrugge il proprio passato: quei quaderni non li ho più da molti anni) cercavo di imitare i libri che leggevo. La mia memoria è tutta un buco, e l’unica immagine che ho è questa: io che scrivo, con la mia grafia allora minutissima, su un’agenda telefonica dalla copertina gommata azzurra, cercando di riprodurre Proust. Avevo letto Du côté de chez Swann, in francese, restandone affascinato e non capendone in sostanza niente; ma cercavo di riprodurre quell’andatura delle frasi, quella scrittura eternamente sospesa, quell’andar dietro a sensazioni e particolari instancabilmente. Se mi fosse stato domandato perché facevo quel che facevo, non avrei saputo cosa rispondere.

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Questione di stile

Articolo di Giulio Mozzi

Le persone che muovono i primi passi nella scrittura si dividono in due grandi partiti: quelle che pensano che per fare buona letteratura sia necessario usare parole scelte, tenere un tono alto, distinguersi e allontanarsi dalla lingua comunemente parlata; e quelle che considerano astrusa e, in sostanza, ostile al lettore ogni scrittura che richieda un minimo di impegno e di applicazione (e, di tanto in tanto, il ricorso al vocabolario).

Ovviamente, entrambi questi pregiudizi sono ingenui e sbagliati. Ci sono scrittrici e scrittori che scrivono facile e scrittrici e scrittori che scrivono difficile, su questo (almeno in apparenza) non ci piove. Ma non sta scritto da nessuna parte che per fare vera letteratura sia necessario scrivere difficile, né sta scritto da nessuna parte che una scrittura semplice non possa dar luogo a vera letteratura.

Prendiamo un esempio da uno scrittore normalmente considerato «difficile», Carlo Emilio Gadda. Ecco le prime righe da «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana»:

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Giulio Mozzi su Rsi Rete Uno

Mi dicono che venerdì 5 marzo, la Rsi proporrà un’intervista a Giulio Mozzi, che parlerà del suo romanzo “Le ripetizioni” e accennerà anche al corso di aprile, La cura di chi narra, le persone del romanzo per il quale si è liberato un posto.

L’intervista andrà in onda tra le 13.30 e le 14 su Rete Uno, a cura di Elisabetta Jankovic, e potrà essere seguita in streaming.

Si ringraziano Elisabetta Jankovic, Rsi, e Daniele Oldani.

Presentazione virtuale in diretta de «Le ripetizioni»

Scatti di Ksenja Mazzi

Il 14 gennaio è uscito il romanzo di Giulio Mozzi (qui, una nota di lettura). Si intitola: LE RIPETIZIONI. È un romanzo coraggioso e che per questo motivo richiede coraggio a leggerlo. 

Su sollecitazione di alcuni ex corsisti e anche di qualche amicizia esterna, Giulio si è reso disponibile a parlarne in una sorta di presentazione a porte chiuse. 

Ovviamente – ci mancherebbe – l’incontro è totalmente gratuito

La “presentazione” è organizzata per:        

MERCOLEDÌ, 10 FEBBRAIO 2021 

A partire dalle 20:00 fino circa le 21:00 / 21:30.

Si tratterebbe più che di una vera e propria presentazione, di una conversazione informale, tranquilla, sui temi del romanzo; chiunque potrà porre domande, e Giulio sarà lì proprio per cercare di rispondere e sciogliere dubbi o curiosità. Qualcuno lo ha già letto, qualcuno lo sta leggendo, altri non lo leggeranno ma si sono detti interessati comunque a seguire l’incontro. Per ora siamo una decina. 

Chiedo a chi fosse interessato di scrivere a mmazzi@hotmail.com, così – appena sarà disponibile il link zoom per accedere alla videoconferenza – vi sarà inviato.

La cura dello stile… OnLine

Il corso di scrittura letteraria con Giulio Mozzi, «La cura dello stile» (variante 2.0 del Corso base de «La cura di un racconto»), oltre a cambiare i contenuti rispetto ai precedenti laboratori, quest’anno si svolgerà eccezionalmente OnLine e non dal vivo. Ma non sono le uniche novità…

(Cliccando qui si scarica il  IL PROGRAMMA INTEGRALE)

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Tutorial – ReteUno

…a parlar di scrittura nella Svizzera italiana

cliccando sull’immagine si accede al sito ufficiale

Gli autori di “Tutorial”, trasmissione radiofonica di ReteUno della RSI, mi hanno invitata a far due chiacchiere sullo scrivere nella Svizzera italiana nella giornata dedicata a libro (il 23 aprile 2020 dalle 09:30/09:45 alle 10:15).

E c’è già anche il podcast: efficientissimi in RSI.

Così, anche noi abbiam dato il nostro per questa giornata mondiale dedicata il libro.

Io intervengo, nella prima parte, dal minuto 30:23:
https://mediaww.rsi.ch/rsi/unrestricted/2020/04/23/3033284.mp3

E nella seconda parte, dall’inizio fino al minuto 15:55:
https://mediaww.rsi.ch/rsi/unrestricted/2020/04/23/3033294.mp3

Si è parlato in particolare di scrittura narrativa e di corsi per migliorarsi, tra i quali ricordo i prossimi due in agenda:

SCRIVERE CON LE PAUSE con Vitaliano Trevisan (20-21 maggio 2020)

LA CURA DELLO STILE con Giulio Mozzi (da fine settembre a dicembre, 4 week)

Ringrazio: Lisa, Mirko e Daniele e ci metto anche Roberta.